L’Ematologia in Italia – Ematologia di Alessandria

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Il Prof. Marco Ladetto ((Professore Associato in Ematologia dell’Università del Piemonte Orientale; Direttore SCDU di Ematologia dell’Azienda Ospedaliera SS Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria; Vicepresidente AIL Alessandria-Asti ODV) appartiene al gruppo di Ematologi che hanno predisposto la stesura dei testi e fornito informazioni e materiali relativi alla storia passata e al presente delle Ematologie italiane, che hanno permesso di ripercorrere in un libro la storia dell’Ematologia Italiana.   Il libro racconta le origini dell’Ematologia in Italia, nel contesto dello sviluppo delle conoscenze in ambito ematologico a livello europeo, ed espone il ruolo fondamentale dei ricercatori italiani.  Il racconto si sviluppa poi attraverso la storia più recente, incentrata sulla nascita, lo sviluppo e lo stato attuale delle Strutture Ematologiche nelle varie regioni italiane.

Le origini

La storia dell’Ematologia di Alessandria inizia con il Dott. Alessandro Levis, che nel 1993 arrivò all’Ospedale di Alessandria da solo, partendo da 4 letti di degenza siti presso l’Oncologia. Ad inizio 1994 il team si ampliò e in pochi mesi i letti aumentarono e così la complessità delle terapie, attuando il primo autotrapianto nel 1996. Nei tre anni successivi fu aperto un Reparto autonomo, vennero avviate terapie sempre più complesse e attivato il Centro Trapianti, grazie all’impegno del Dott. Bernardino Allione. Dal 2017 il Centro Trapianti è diretto dal Dott. Francesco Zallio. Alla fine degli anni ’90 furono attivati il nuovo Day Hospital con 16 letti e 8 poltrone e 4 ambulatori, il Centro Emostasi e Trombosi con la Dott.ssa Laura Contino e il Dott. Roberto Santi, l’Ambulatorio Trapianti e un nuovo Reparto, strutturato in 5 stanze singole e 5 doppie dotate di elevati standard per il controllo dei rischi infettivi.

L’evoluzione e la crescita

Nel 2001 viene effettuato il primo trapianto allogenico da familiare, nel 2005 il primo da MUD e nel 2012 il primo aploidentico. Sempre nel 2012 è stato ottenuto l’accreditamento JACIE. Dal dicembre 2012, data del pensionamento del Dott. Levis, al giugno 2014, la funzione di Direttore f.f. è stata svolta dalla Dott.ssa Flavia Salvi. Da luglio 2014 è direttore il Prof. Marco Ladetto, esperto di diagnostica e terapia delle malattie linfoproliferative, proveniente dall’Università di Torino. Grazie al suo impegno ha proiettato l’Ematologia alessandrina all’avanguardia, incrementando l’attività trapiantologica e ottenendo la qualifica per la terapia con cellule CAR-T. Nuovi medici hanno ringiovanito il team, arricchendolo di nuove competenze; nella Struttura operano 5 Data Manager e il team infermieristico è un punto di forza del Reparto.

…nonostante il COVID-19

Nel 2020 sono stati mantenuti gli elevati standard, sia in ambito di numero di trapianti (come nel 2019) e non vi sono state trasmissione dell’infezione a pazienti all’interno degli spazi dell’Ematologia. La pandemia ha permesso il rafforzamento di un gruppo già unito e forte.

In tutti questi anni non è mai mancato il sostegno dell’ AIL Alessandria-Asti ODV, vero e proprio asso nella manica che ha permesso di affrontare rapidamente e con successo numerose criticità assistenziali e di ricerca.

Verso il futuro: collaborazione, ricerca e innovazione

L’ematologia di Alessandria è volta a raccogliere le sfide poste dal moderno trattamento delle patologie ematologiche, come dimostra il recente accreditamento per la terapia con cellule CAR-T ed il processo intrapreso di attivazione dell’Unità Aziendale di Sperimentazioni Cliniche di Fase I. Tutto questo risulta in sinergia con la volontà dell’AO SS Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di intraprendere il percorso di riconoscimento come IRCCS. Particolare rilevanza ha la collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale che ha permesso di trasformare l’Ematologia in una Struttura Complessa a Direzione Universitaria. L’Ematologia di Alessandria conduce numerose sperimentazioni cliniche osservazionali ed interventistiche; membri del team svolgono in vari casi il ruolo di Coordinatori Nazionali. La proiezione futura è rivolta all’implementazione delle terapie cellulari, ad una sempre maggiore attenzione a programmi di ricerca clinica, coerente con la vocazione accademica che la Struttura e l’Azienda ospedaliera hanno abbracciato nel corso degli ultimi anni.